n. 5 - Nuova Serie/ 2012 GENNAIO - FEBBRAIO ISCRIZIONE NEWSLETTER

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Periodico telematico di Toscana Promozione
Reg. Trib. Firenze n.5459 - 15/12/2005 - Dir. Nicola Maggi

Export: bene i primi nove mesi del 2011

Il perdurare degli effetti di ripresa ciclica di produzione e commercio mondiale osservati nel 2010 è stato ostacolato, nel 2011, da condizioni di nuova e forte incertezza sui mercati internazionali. Il peso delle condizioni strutturali avverse in alcune delle principali economie avanzate (pressanti esigenze di risanamento dei bilanci pubblici, permanente debolezza del mercato del lavoro), i cui effetti negativi si ritiene peraltro non si siano ancora interamente manifestati, si è affiancato ad un incremento delle condizioni di incertezza sui mercati internazionali delle materie prime, con un peggioramento delle ragioni di scambio per il complesso delle economie emergenti, con un mix di acquisti dall’estero particolarmente sbilanciato verso i beni intermedi. Condizioni di forte instabilità politica nei principali paesi produttori di petrolio hanno inoltre determinato nella prima parte dell’anno andamenti fortemente instabili nei prezzi del greggio, in relazione all’aumento del rischio di disallineamento tra domanda e offerta. La netta decelerazione dell’attività economica mondiale, con una produzione industriale globale che è cresciuta, nei primi nove mesi dell’anno, solo di un +1,2% (contro il 9,8% del 2010) ha determinato nel complesso una netta caduta nel volume di importazioni globali: i dati del terzo trimestre 2011 confermano un contesto di persistente stagnazione della domanda mondiale per importazioni (+0,5% rispetto allo stesso trimestre del 2010), con una crescita molto debole per le economie avanzate, ed in particolare per gli Stati Uniti (+0,7%) e per i paesi dell’Area Euro (+0,5%), ed una contrazione complessiva per le economie emergenti (-0,2%) tra le quali solo l’Asia rimane in terreno positivo (0,5%). Lo stesso andamento del tasso di cambio ha cessato di costituire un fattore favorevole alle esportazioni: nel terzo trimestre 2011 il tasso di cambio reale dell’euro è infatti cresciuto del 3,2% su base annua, dopo la consistente riduzione osservata in termini tendenziali nell’analogo periodo del 2010 (-9,3%).

Il valore delle vendite all’estero della Toscana tra gennaio e settembre 2011 è cresciuto del +13,9% rispetto ai primi nove mesi del 2010, evidenziando un andamento sostenuto e del tutto in linea con quello nazionale (+13,5%). Il dato medio dei primi nove mesi dell’anno è la sintesi di una buona crescita delle esportazioni nei primi tre mesi (+14,1% se pure nettamente peggiore rispetto al 2010), di un forte rallentamento nel secondo trimestre (+10,4%) e di un ulteriore deciso incremento nel terzo (+17,3%), con una accelerazione tale da superare di gran lunga il corrispondente dato nazionale (+9,6%).

L’entità della crescita delle esportazioni toscane è tuttavia in buona misura ascrivibile a fattori che non sembrano riflettere vere e proprie dinamiche produttive, essendo fortemente condizionata -in termini nominali- dall’effetto che l’ulteriore impennata del prezzo dei metalli preziosi ha esercitato sul valore delle vendite (+100 % il prezzo dell’oro -PM Fixing- tra gennaio e settembre 2011 espresso in dollari per oncia, secondo i dati London Bullion Market Association Ltd.); tale effetto che non si è replicato  sul valore nazionale delle esportazioni con la stessa intensità. Al netto di tali andamenti, il tasso di crescita delle esportazioni della Toscana tra gennaio e settembre si sarebbe assestato su un +7,9%, con un ritmo piuttosto costante nei tre trimestri, dato inferiore alla media nazionale ed agli andamenti delle principali regioni esportatrici (Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte).

Il tasso di crescita delle importazioni toscane ha invece osservato un ritmo decisamente più lento (+10,4% contro il 13,2% evidenziato a livello nazionale), a causa della forte caduta osservata nel secondo trimestre dell’anno (1,5%), coerentemente con una fase ciclica caratterizzata da una crescente debolezza della domanda proveniente sia dalle imprese che dalle famiglie.

  L’andamento dei flussi commerciali con l’estero per raggruppamenti principali di industrie evidenzia il forte contributo l’incremento del prezzo dell’oro esercita sul valore del commercio internazionale di beni intermedi: (nel complesso +24,9% le vendite, +22,1% gli acquisti, con contributi ai rispettivi tassi di crescita particolarmente consistenti). Le altre categorie merceologiche che contribuiscono a tale andamento evidenziano tutte, rispetto al 2010, un notevole rallentamento, determinato in particolare da una brusca frenata nel terzo trimestre: si tratta in particolare di sostanze e prodotti chimici (+6,2% tra gennaio e settembre 2011 contro il +34,2% del 2010), carta e prodotti di carta (+6,2% contro il 17,6% del 2010), prodotti tessili (+9% e 14,3%), articoli in gomma e materie plastiche (+10,6% contro il 34,2% del 2010).

Il ritmo di crescita medio del periodo per il complesso degli scambi di beni energetici (+16,7% il valore delle esportazioni, e +0,7% quello delle importazioni), mostra il sostanziale ridimensionamento rispetto agli andamenti osservati nel 2010; la caduta delle quotazioni del greggio nel secondo trimestre 2011, legata anche agli effetti correttivi dell’intervento dell’Agenzia Internazionale dell’Energia con il rilascio di 60 milioni di barili delle proprie riserve strategiche ha infatti determinato una dinamica in forte ribasso per il valore delle importazioni di materie prime petrolifere, mentre non altrettanto sostenuta è stata la riduzione nel valore delle vendite a causa della contabilizzazione di vendite di prodotti di cokeria verso Belgio, Francia, Spagna e Turchia non registrate negli anni precedenti.

Le due componenti riferite ai beni di consumo registrano andamenti marcatamente differenziati.

Il complesso delle esportazioni di beni di consumo durevoli evidenzia una lieve e blanda crescita (+0,6%), che è la sintesi di una lieve ripresa, rispetto al 2010, nelle vendite di mezzi di trasporto ed in particolare di cicli e motocicli (+4,9%), a fronte di un notevole arretramento nelle vendite di apparecchi elettrici (-11,4%) e di mobili (-1,8%), e di un netto ridimensionamento per i prodotti di gioielleria e oreficeria (+0,6%).

Se pure in rallentamento rispetto ai primi nove mesi del 2010, la performance delle esportazioni di beni di consumo non durevoli mostra invece tassi di crescita a due cifre (+15,3%), e fornisce nel periodo il contributo positivo più importante all’andamento delle esportazioni regionali (4,8 punti percentuali). Andamenti vivaci nelle vendite all’estero continuano infatti ad osservarsi per le produzioni distrettuali del sistema moda: +28,4% per cuoio e articoli di pelletteria, +16,6% per articoli di abbigliamento -entrambi in miglioramento rispetto al 2010- +13,7% per le calzature), mentre un peggioramento si ha nelle esportazioni di prodotti farmaceutici (-4,4%), che pure nel 2010 avevano registrato valori straordinariamente elevati legati a ingenti commesse per vaccini anti H1N1. Positivo infine l’andamento delle vendite di prodotti dell’industria agroalimentare bevande e tabacco (+10,9%), anch’esso tuttavia in rallentamento rispetto al 2010). La categoria dei beni strumentali registra nel complesso una crescita nel valore delle vendite di appena il +2,2%. All’interno di tale raggruppamento, un peso evidente è come sempre esercitato dagli effetti base legati alla contabilizzazione, in periodi precedenti, di vendite di macchine di impiego generale (beni ad elevatissimo valore medio unitario) da parte di grandi imprese toscane: queste nel periodo arretrano del -6,2% dopo aver registrato un decremento del -13,3% del 2010. Ancora buono infatti, seppure in rallentamento, l’andamento delle esportazioni di autoveicoli (+17,4%), che si affianca ad una crescita sostenuta della meccanica strumentale (+29,1%) e dei prodotti dell’industria elettronica di consumo (computer, apparecchi elettronici e ottici, +12,9%,), a fronte di una perdurante debolezza per la cantieristica (+1,3%).

Con riferimento ai mercati di destinazione, i primi nove mesi del 2011 registrano rispetto al 2010 un indebolimento delle esportazioni regionali in ambito comunitario (+9,3% l’incremento riferito ai paesi dell’Unione), mentre sui mercati Europei non UE la performance appare nettamente migliore (+45,5%). Tali andamenti risultano tuttavia fortemente influenzati dal valore degli scambi di metalli preziosi, diretti prevalentemente in Belgio e Svizzera, sedi delle principali banche europee: tali flussi hanno infatti raggiunto nel periodo una crescita del 67% in valore nei paesi UE27 e del 109% verso i paesi Europei non UE. Al netto di tale componente, l’andamento delle esportazioni toscane verso i paesi UE ferma al +4,3% registrando una pesante flessione nella crescita, mentre le vendite verso paesi Europei non UE si assestano al +21,8%, sostenute dal mercato russo (+27,6%). Un rallentamento delle vendite si osserva mercati europei di destinazione più importanti, come Germania (+8,7%), e Regno Unito (+5,1%), Francia (+11,4% al netto dei metalli preziosi) e Spagna (+9%), nonostante il buon andamento delle vendite del sistema moda (cuoio, pelletteria, articoli di maglieria). Arretrano infine pesantemente, a causa degli effetti sulla domanda legati al peggioramento delle condizioni finanziarie del paese, le esportazioni dirette in Grecia (-31,6%).

Più sostenuto nei primi nove mesi dell’anno l’andamento delle vendite sul mercato americano (+26,9% le esportazioni), con un andamento pressochè immutato, rispetto al secondo trimestre dell’anno, della domanda statunitense (+23,5%, con un contributo alla crescita regionale di 1,6 p.p.); tale andamento è legato, oltre che ai corsi dei metalli preziosi, ad una ripresa –che non può tuttavia ancora definirsi consistente- della domanda di prodotti del sistema moda (calzature, abbigliamento) e di prodotti dell’industria agroalimentare (bevande). Ritmi di crescita ancora più sostenuti si osservano per la domanda proveniente dai paesi dell’America centro-meridionale (+35,5% e +1,5 p.p.). Gran parte dell’incremento è legato al balzo in avanti delle vendite in Brasile (+42%), legate ad acquisti di beni intermedi e strumentali: tali mercati, pur con una quota in crescita dal 2010, non rappresentano ancora destinazioni importanti per le vendite regionali all’estero, contribuendo al tasso di crescita complessivo per soli 0,5 punti percentuali.

I paesi del continente asiatico (+8,2%) registrano performance ampiamente differenziate, con un andamento particolarmente sostenuto del Medio Oriente in relazione a vendite di macchine di impiego generale, prodotti della raffinazione del petrolio, articoli di gioielleria e oreficeria (+27,4% l’Arabia Saudita, +18% gli Emirati Arabi) ed un rallentamento negli altri paesi asiatici (+4% nel complesso). Su tale andamento, nonostante la crescita consistente delle esportazioni verso India (+31,6% con particolare riferimento alle macchine di impiego generale), Corea del Sud (+59,2% macchine di impiego generale e prodotti del sistema moda) e Giappone (+10,7%), pesa l’arretramento della Cina (-3,1%).

Cristina Marullo
Ufficio Studi - Unioncamere Toscana
 

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